Vivere in un rifugio, anche se ci sono tante persone che ti vogliono bene e tanti altri amici sfortunati come te, non è sicuramente un modo fantastico di vivere. Sei solo nel tuo box, ogni tanto esci e scodinzoli con gli altri amici, ma poi torno nel tuo piccolo spazio.
Poi un giorno cambia tutto……

“Hai vinto una famiglia!” Adottato
Tutto è iniziato una notte, era ancora buio. Ero tranquillo nel mio angolino preferito al rifugio, quando uno degli umani che mi davano da mangiare (li adoro, lo ammetto) è arrivato tutto emozionato. Mi ha preso in braccio, mi ha accarezzato e mi ha detto “Oggi è il tuo giorno speciale!”.
Speciale? Tipo, snack extra? Oggi si va a caccia di scoiattoli? No, niente di tutto questo. Mi hanno portato davanti ad una gabbia. Una gabbia! Mi hanno detto che stavo per essere adottato. A-dot-ta-to. Non avevo idea di cosa significasse, ma il tono era buono, quindi ho fatto finta di essere entusiasta.
Poi, zac, mi chiudono in questa scatola con sbarre. All’inizio ho pensato: È uno scherzo? Dai, amici, fatemi uscire! Ma quella gabbia non l’hanno più riaperta.

In viaggio verso l’ignoto
Dopo che ci hanno caricato tutti (io, altri amici del rifugio e altri amici che però non avevo mai visto) il furgone è partito! Ma dove stiamo andando? Alcuni amici intorno a me abbaiavano, altri piangevano, altri ancora sembravano rassegnati. Io? Beh, ho cercato di mantenere la calma, ma dentro di me, a quel punto, ero decisamente spaventato: Che succede? Dove stiamo andando? E perché mi sento come se stessi su un’altalena impazzita?
Ad un certo punto, capisco che qui dentro ci passeremo parecchie ore. Inizio a pensare: Ok, respira, ce la farai. L’importante è non pensare alla pipì. Non pensare alla pipì. Non pensare… oh no!
La Pipì della Vergogna
Ebbene sì, ho dovuto cedere. Troppo tempo chiuso li dentro, troppa paura e troppa acqua prima di partire. Ma, sapete una cosa? Anche il cane più dignitoso, dopo ore in una gabbia, si ritrova a fare i conti con la natura. Almeno non ero il solo: sentivo altri colleghi che si erano arresi prima di me. Solidarietà tra cani, ragazzi!
Arrivo a Destinazione: Gli Umani Misteriosi
Durante il viaggio, il furgone si è fermato più volte ed ogni volta facevano scendere qualcuno dei miei amici e poi subito si ripartiva. Ma dove li hanno messi? Dopo ore interminabili, il furgone si ferma ancora e questa vola vengono da me! Si proprio da me . Aprono la mia gabbia e ancora una volta mi dicono cose gentili all’orecchio e poi mi mettono in braccio ad una signora che mi abbraccia stretto e mi dà un sacco di baci, nonostante il pelo un po’ arruffato e una puzza… beh, lasciamo perdere.
Io la guardo. Lei mi guarda. E io penso: Chi siete? Mi avete rapito? Ho bisogno di un avvocato?
Ma poi, qualcosa cambia. Accidenti, lei sa davvero come fare i grattini dietro le orecchie. Inizio a pensare che, forse, non è poi così male.
Il Primo Giorno nella Nuova Casa
Mi portano in una casa. Una CASA! A me sembra enorme rispetto al mio piccolo box in rifugio. E’ piena di cose che non avevo mai visto prima. Immediatamente mi hanno buttato in una vasca e mi hanno lavato per benino, con il sapone di Marsiglia perché sembra sia ottimo per togliere gli odori e vi assicuro che io di odori ne avevo parecchi! Terminato il bagnetto, sfinito mi butto sul divano e mi addormento.
Quando mi sveglio mi ritrovo in un incubo …..ma non sono solo….. ci sono 2 GATTI!!! Uno è piccolino forse ce la faccio a gestirlo, ma l’altro è quasi più grande di me. E adesso che si fa???
All’inizio, sono un po’ sospettoso: E se fosse tutto un trucco? E se domani mi riportano nel furgone? Ma poi vedo gli occhi dei miei nuovi umani così sinceri e sento la loro voce che mi chiama con dolcezza. Ok, forse posso dare a questi umani una possibilità. Incrocio le zampe e spero che questa volta non finisca come la volta precedente.

La Prima Notte in una famiglia: Finalmente Felice
Quella notte dormo sul letto della mia umana (è stata la prima ed ultima volta!). Mi rannicchio e chiudo gli occhi. E sapete una cosa? Per la prima volta da tanto, mi sento al sicuro.
Ecco, questa è la storia del mio viaggio per essere finalmente adottato da chi mi vuole un mondo di bene. Non so cosa mi riserverà il futuro, ma so una cosa: ogni carezza, ogni biscotto e ogni sorriso, mi fanno capire che ho trovato la mia casa.
Ora scusate, ma dopo tutto questo scrivere il divano mi chiama. Poi vi spiegherò come ho ottenuto questa concessione.
