La mia nuova casa e il calore dell’affetto
Da quando sono stato adottato sono davvero un cane felice e fortunato. Piano piano ho saputo conquistare il cuore di tutti, compreso il mio umano un po’ scontroso e non esattamente felice del mio arrivo in famiglia. Dopo mesi in un rifugio freddo e rumoroso, ora ho una bella casa, una cuccia enorme e morbida, una ciotola sempre piena di cose buone da mangiare, nuovi “amici” con cui divertirmi (più o meno) e tante coccole.

Eppure, c’è qualcosa dentro di me che non riesco a ignorare: il richiamo della libertà. Ogni volta che vedo un prato che si estende all’orizzonte, ogni soffio di vento che mi solletica il naso, ogni uccello che si alza in volo, il mio cuore batte più forte.
Il richiamo della libertà: un bisogno che non si spegne
Amo la mia famiglia, davvero! Mi fanno giocare, mi portano a passeggiare e mi coccolano. Ma quando mi lasciano libero in uno spazio aperto, qualcosa si accende dentro di me. Corro senza pensare, le zampe che sfiorano l’erba e il vento che mi avvolge. In quei momenti non penso più a nulla: non esistono regole, non esistono muri. Sono solo io, il mio respiro e l’infinito davanti a me.
C’è un momento che amo particolarmente: quando i miei umani mi portano in montagna. Camminiamo per ore e, ogni tanto, io mi fermo. Mi siedo, chiudo gli occhi e sento il vento scivolare tra il mio pelo. Ascolto i suoni del bosco, il canto degli uccelli e il fruscio delle foglie. In quei momenti mi sento in pace, parte di qualcosa di più grande. Quando rientriamo mi metto sul balcone, anche quando fa freddo, e continuo ad ammirare il paesaggio intorno a me. Non mi stanco mai.
Forse non tutti gli esseri umani capiscono cosa provo. Alcuni pensano che un cane felice sia quello che se ne sta tranquillo accanto a loro sul divano, o che si lascia guidare senza esitazioni al guinzaglio. Ma io sono diverso. Io sono uno spirito libero.


Un cane e la sua esigenza di spazio: rispetto e comprensione
Non chiedo molto: voglio solo che le persone capiscano che noi cani non siamo oggetti da posizionare in casa come un mobile. Abbiamo emozioni, desideri e personalità uniche. Alcuni di noi amano rimanere vicini ai loro umani, altri, come me, hanno bisogno di spazio e libertà per sentirsi davvero felici.
Non significa che non amiamo i nostri padroni. Anzi, li adoriamo. Ma esistiamo anche fuori da quel rapporto. Il nostro spirito non può essere domato o soffocato. E addestrarci, se fatto con rispetto e dolcezza, non vuol dire privarci di ciò che siamo.

Credo che la mia umana abbia capito tutto questo e appena può mi carica sul suo bolide (la piccola AMI) e mi porta in un’area cani, non proprio vicino a casa, molto grande dove trovo quasi sempre amici con correre felice fino allo sfinimento.

C’è solo il solito problema che, essendo disubbidiente o troppo preso dal richiamo della libertà, non rispondo al richiamo dei miei umani se non quando sono sfinito. Per loro questo è fonte di grande preoccupazione e quindi solo in alcuni casi mi lasciano libero. Altre volte mi mettono la lunghina, così che sia più facile recuperarmi.
Un invito agli umani: amateci per ciò che siamo
Se c’è qualcosa che voglio insegnare agli umani, è questo: non cercate di cambiarci per adattarci alle vostre vite. Scoprite chi siamo davvero. Rispettate le nostre inclinazioni, i nostri sogni e la nostra voglia di correre liberi.
Oggi, mentre sono sdraiato accanto al mio umano, sento che lui ha capito. Mi ha lasciato correre nei prati oggi, più a lungo del solito. Ha sorriso mentre lo facevo. Ha capito che sono felice così: amato, ma libero.
Perché ogni cane, in fondo, è uno spirito libero che trova la sua casa non solo nelle mura che lo proteggono, ma anche nei campi aperti che lo chiamano a correre verso l’infinito.
